Il sapere geografico e le teorie pedagogico–didattiche per l’insegnamento della Geografia

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Il sapere geografico e le teorie pedagogico–didattiche per l’insegnamento della Geografia

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Title: Il sapere geografico e le teorie pedagogico–didattiche per l’insegnamento della Geografia
Author: Nunziata, Messina
Abstract: En la antigüedad, el conocimiento geográfico se centraba principalmente en la dimensión de la Tierra, vista como un cuerpo celeste y conectada a la actividad cartográfica. En el Renacimiento, la renovación cultural tuvo algunos efectos también en el campo educativo, los humanistas consideraron al hombre en el comienzo de una nueva era. Los grandes descubrimientos geográficos abrieron nuevos horizontes al conocimiento del mundo y hacia diferentes aplicaciones educativas. Michel Eyquem de Montaigne sostuvo que la enseñanza de la Geografía debía basarse en la observación directa, conectando la Geografía con la Historia. El filósofo John Locke vio en la Geografía una disciplina particularmente fructífera para el desarrollo del espíritu de observación, porque, a través de excursiones científicas, paseos y viajes, el estudiante podría obtener un conocimiento directo de las cosas. En el siglo XVIII se desarrolló la Ilustración, inspirada en los principios racionales; Jean-Jacques Rousseau, en su obra "Emilio", destacó la gran fuerza y el valor educativo del medio ambiente, insistió en que, durante la transición de la infancia a la adolescencia, se desarrolla la curiosidad del niño por el mundo, por eso la Geografía se convierte en un punto de partida importante para el estudio de las Ciencias. Después de la segunda mitad del siglo XIX, surgió el naturalismo y el positivismo, en este período también se introdujo la disciplina de la Geografía en las universidades italianas y Philip Porena propuso un impulso positivo para enseñar Geografía en la escuela primaria.In ancient times, the geographical knowledge was mainly focused on the the Earth dimension, primarily seen as a celestial body and connected to the cartographical activity. In the Renaissance, the cultural renewal had some effects also on the educational field, humanists considered the man at the beginning of a new era. The great geographical discoveries opened new horizons to the knowledge of the world and towards different educational applications. Michel Eyquem de Montaigne maintained that, the teaching of geography had to be based on the direct observation by connecting geography to history. The philosopher John Locke saw in geography a particularly fruitful discipline for the development of the spirit of observation, because, through scientific walks, tours and trips, the student could be able to have direct knowledge of things. In the 700 it developed the Enlightenment, inspired by the rational principles; Jean–Jacques Rousseau in his work, “Emilio”, highlighted the great strength and the educational value of the environment, he insisted that, during the transition from childhood to adolescence, the boy’s curiosity about the world develops, for this reason geography becomes an important supporter for the study of sciences. After the second half of the nineteenth century, naturalism and positivism arouse, in this period the discipline of geography was also introduced in the Italian universities and a positive impulse for teaching geography in elementary school was given by Philip Porena, who proposed a new methodology.Anticamente, il sapere geografico era imperniato soprattutto sulla dimensione della Terra, vista prioritariamente come corpo celeste e collegata all’attività cartografica. Nel Rinascimento il rinnovamento culturale ebbe ripercussioni anche sul livello educativo, gli umanisti consideravano l’uomo all’inizio di un’era nuova. Le grandi scoperte geografiche aprirono nuovi orizzonti verso la conoscenza del mondo e verso le diverse applicazioni didattiche. Michel Eyquem de Montaigne sosteneva che l’insegnamento della geografia doveva basarsi sull’osservazione diretta, collegando la geografia alla storia. Il filosofo John Locke vide nella geografia una disciplina particolarmente proficua per lo sviluppo dello spirito di osservazione, in quanto, attraverso le passeggiate scientifiche, le gite ed i viaggi, l’allievo poteva riuscire ad avere una conoscenza diretta delle cose. Nel ‘700 si sviluppò l’Illuminismo ispirato ai principi razionali; Jean–Jacques Rousseau nella sua opera, “Emilio”, evidenziò la grande forza e il valore educativo dell’ambiente, egli ribadiva che nel passaggio dalla fanciullezza all’adolescenza si sviluppa nel ragazzo la curiosità di conosce il mondo, in questo la geografia diviene un importante alleato anche per lo studio delle scienze. Dopo la seconda metà dell’ottocento si affermarono il naturalismo e il positivismo, in questo periodo anche nelle Università Italiane venne introdotta la geografia e un impulso positivo per l’insegnamento geografico nella scuola elementare fu dato da Filippo Porena che propose una nuova metodologia basata sull’utilizzo di diversi metodi: metodo oggettivo (immagini); metodo naturale; geografia locale e lettura e disegno delle carte geografiche. L’uso del disegno divenne una metodología importante in tutte le scienze ma soprattutto nelle geografía.
URI: http://hdl.handle.net/10662/10510
Date: 2016


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